Una memoria che organizza tutto in neuroni, senza cartelle né etichette.
Ogni cosa che dici diventa un neurone collegato agli altri: una persona, una data, un luogo, un'idea. XNeuronal non si limita a memorizzare: connette e ritrova le informazioni per associazione, come una vera memoria.
Neuroni collegati tra loro
Un'attività, un memo, un contatto, un promemoria: ogni informazione che affidi a XNeuronal diventa un neurone tipizzato, mai una semplice riga in un elenco. Questi neuroni si collegano tra loro (una persona a un evento, un luogo a un'abitudine) per formare una vera rete di memoria piuttosto che una tabella fissa.
Risultato: ritrovi un'informazione per ciò che la circonda, non solo per le parole esatte che hai usato. Chiedi «ritrova quello che ti ho detto sull'appuntamento dal dentista» e lui fa il collegamento, anche se lo formuli in modo diverso.
Deduce, senza che tu glielo chieda
Non hai bisogno di dettare una scheda per ogni dettaglio. Racconta che eri al compleanno di Paul ieri sera, e XNeuronal ne deduce la data di nascita, la ricorda, e ti avviserà l'anno prossimo al momento giusto per non dimenticarla.
Queste deduzioni spontanee sono il cuore di questo assistente vocale: più gli parli naturalmente, più la sua memoria si costruisce da sola, senza moduli da compilare.
Una memoria che evolve senza cancellarsi
Quando un'informazione cambia (una data corretta, un progetto abbandonato), XNeuronal non riscrive il passato. Il vecchio ricordo diventa storico, e il nuovo prende il suo posto, collegato ad esso. Mantieni la cronologia completa di ciò che è stato detto, non solo l'ultima versione.
Questo è anche ciò che rende affidabile il richiamo semantico: chiedere «cosa ti ho detto sul mio appartamento» fa emergere tutti i ricordi correlati, nel loro ordine, non un riassunto appiattito.
Cosa puoi dirgli
I figli di Julien si chiamano Tom e Alice
Sei mesi dopo chiedi, e risponde.
Sophie è allergica alla frutta secca
Il dettaglio che evita l’incidente al prossimo pasto.
Ho conosciuto Karim alla fiera di marzo, lavora nell’edilizia
La persona, il luogo e il momento sono collegati, non impilati.
Il vicino di sopra si chiama signor Reiss
Quello che non si osa più chiedere dopo tre mesi.
Ricordami chi mi ha parlato di quell’idraulico
La domanda si pone per senso, non per parola chiave.
A mia suocera non piace il pesce
Riemerge al momento di invitarla, non quando lo si va a cercare.
Cosa so di Julien
Tutto quello che è stato detto di una persona, riunito.
Marc è mio fratello
Il legame è registrato come familiare, non come una semplice menzione. La sfera cambia ciò che risale più tardi.
Sono stato da mia madre questo fine settimana
Risponde «da Jacqueline». Ha fatto il collegamento da solo, perché niente lo contraddiceva.
Sophie, la collega di Marc
Due persone legate da un rapporto professionale esplicito, non solo citate nella stessa frase.
I figli di Marc si chiamano Tom e Alice
La famiglia si costruisce a strati, senza mai cancellare quello che c’era.
Ho incrociato Jean al mercato
Una persona solo nominata resta una conoscenza finché non dici chi è. Non presume un legame che non ha sentito.
No, quel Marc è il mio collega, non mio fratello
Quando due persone potrebbero avere lo stesso nome, fa una domanda breve invece di indovinare.
Chi c’era al compleanno, ricordamelo
Le persone presenti a un momento, ritrovate attraverso quel momento.
Mia madre si chiama Jacqueline
Detto una volta. Non lo chiederà mai più.
Ho comprato una bottiglia di rum per la festa del punch di sabato da mio cognato, mettimi qualche ricetta
Una sola frase dà il promemoria datato di sabato, la bottiglia tra le cose da portare, e ricette di punch cercate e sistemate in sezioni. Tutto nella stessa scheda.
Parto in vacanza il 9 agosto, fammi la lista di quello che non devo dimenticare
Compone la lista, la ordina per categoria, le mette un titolo e la illustra. La data è scritta per esteso, mai «fra tre giorni».
Annota la ricetta del cous cous che mi ha dato mia madre
Gli ingredienti vanno in liste separate per famiglia: la carne, le verdure, i farinacei, le spezie. Mai una lista piatta.
Conserva quello che ti ho appena detto sul progetto della veranda
Una scheda editoriale con un titolo corto, un’apertura e il contenuto strutturato in sezioni.
Fammi una scheda per il compleanno di Léa
Titolo, etichette di contesto, lista, foto generata. Niente da impaginare da soli.
Preparami una scheda per l’appuntamento dal notaio di martedì
Un argomento astratto non riceve foto. La scheda resta sobria invece di essere decorata per nulla.
Conserva questo, vedrò poi cosa farne
La scheda si fabbrica lo stesso. La si ritrova per senso, non per il titolo che non hai dato.
Oggi in immersione ho visto due cernie e una murena
Una lista di vissuto, non una to-do. Niente da spuntare, niente che chieda di essere finito.
Racconta: siamo andati al mercato, poi al museo, e abbiamo mangiato da Luigi
La giornata diventa una scheda, senza che nulla si trasformi in compito.
Annota cosa ha mangiato la piccola oggi
Un registro che si accumula a voce, giorno dopo giorno.
Ho fatto 12 chilometri stamattina
Un fatto datato, ritrovabile per senso.
Il medico ha detto che le analisi erano buone
Quello che non si vuole dover richiedere.
Aggiungi che ho visto anche una razza
Il racconto si arricchisce dopo, senza riscrivere la scheda.
Cosa ho fatto nel fine settimana del 15
Il recupero avviene per senso e per data.
Conserva questa idea: un’applicazione che ordina le foto per luogo
Un’idea annotata camminando, ritrovata quando torna utile.
Annota questo libro che mi hanno consigliato, Le Bruit du temps
Il titolo che si dimentica tra la conversazione e la libreria.
Ricorda che il codice del cancello è 1974
L’informazione pratica che non ha posto da nessun’altra parte.
Conserva quello che ho appena imparato sulla potatura delle rose
Quello che si impara una volta all’anno e si dimentica undici mesi su dodici.
Collega questa idea al progetto della veranda
Due ricordi si collegano esplicitamente, non restano solo affiancati.
Cosa so delle rose
Tutto quello che è stato detto su un argomento, riunito.
Questa nota è sbagliata, in realtà è il contrario
La correzione non distrugge la vecchia versione. Viene segnata come errata e sostituita.
No, non è Jacqueline, è Josiane
La vecchia versione viene segnata come errata, la nuova la sostituisce, e il legame tra le due resta.
Alla fine l’appuntamento è annullato
Il ricordo passa a risolto invece di sparire.
Non è più attuale
Diventa storico. Si può sempre sapere cosa era vero prima.
Ti confondi, quello era l’anno scorso
La correzione riguarda il momento, non il contenuto.
Non parlarmi più di questo argomento
Un argomento si silenzia senza cancellare ciò che contiene.
Cancella tutto questo
La cancellazione esiste ed è reale, non un mascheramento.