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Design·6 mag 2026

Un dock, due modalità

Uno smartphone e una piccola tastiera wireless appoggiati fianco a fianco su una scrivania chiara

Un solo gesto dovrebbe bastare per scegliere tra parlare e scrivere. Avevamo un pulsante che cambiava forma e uno swipe da indovinare; li abbiamo sostituiti con due piccoli nodi collegati da un filo di luce.

Un pulsante che si trasformava, un gesto che si indovinava

Il passaggio tra la modalità vocale e la modalità testuale si basava finora su una barra che si trasformava da uno stato all'altro, completata da uno swipe orizzontale per il cambio. Sulla carta, si riassumeva in una frase. Nella mano, era meno chiaro: un gesto che bisognava conoscere per attivarlo volontariamente, e che poteva anche attivarsi per sbaglio al momento sbagliato: un pollice che scivola tenendo il telefono a volte bastava a far cambiare schermata senza intenzione. Difficile fidarsi di un pulsante che non appare mai uguale due volte di seguito, e di un gesto che a volte si attiva da solo.

Due nodi, un solo filo

Abbiamo riprogettato tutto da zero con un dock: un grande nodo per il microfono, e accanto, un piccolo satellite «Aa», collegati da una sottile linea sinaptica dove circola un punto di luce che viaggia incessantemente da un nodo all'altro. Tocca il satellite, e la tastiera si apre. Non è più un pulsante che cambia identità, sono due destinazioni visibili in permanenza, e il percorso luminoso tra di esse ricorda discretamente che le due sono una sola e stessa conversazione, solo in un'altra lingua. Questo dock è oggi la porta d'ingresso di ogni interazione vocale o scritta con XNeuronal.

Il percorso di ritorno, sempre visibile

In modalità testo, la tastiera occupa lo schermo e il dock scompare con essa: era quindi necessario un percorso di ritorno altrettanto evidente. Un piccolo pulsante microfono, da solo, si posiziona appena sopra la tastiera, accompagnato da una discreta didascalia: «tocca per parlare». Un tap su di esso, e sei di nuovo in modalità vocale. Abbiamo volontariamente rimosso l'indicazione testuale che esisteva prima per segnalare questo ritorno: il piccolo pulsante, essendo sempre nello stesso posto, porta questa promessa da solo, senza bisogno di spiegarla per iscritto ogni volta.

La parte superiore dello schermo, riordinata

Questo lavoro è stato anche l'occasione per rivedere la barra superiore, che accumulava icone senza una vera logica. Ora si legge da sinistra a destra come una frase: nuova conversazione e poi cronologia a sinistra, il tuo contatore di neuroni al centro, impostazioni audio e parametri a destra. Il pulsante «nuova conversazione» è un'aggiunta diretta: interrompe l'ascolto in corso, chiude correttamente lo scambio precedente lato server, e riparte su un filo vergine. Utile quando vuoi cambiare completamente argomento senza che XNeuronal ricolleghi i pezzi di una conversazione che non ha più ragione di esistere. Il nome dell'assistente approfitta del passaggio per adottare finalmente la sua vera identità visiva, «xn» in blu seguito da «euronal» in inchiostro, invece di una semplice parola uniforme.

Il vero guadagno di questo lavoro non è visivo, è cognitivo: liberare lo swipe orizzontale dal suo compito di cambio modalità ci lascia una pista completamente libera per altri usi futuri, senza che il gesto abbia due significati contemporaneamente.

Il compromesso, lo accettiamo anche: un tap su un piccolo satellite richiede un po' più di precisione di uno swipe che si poteva attivare ovunque sullo schermo con un ampio gesto del pollice. Preferiamo questa precisione leggermente più esigente a un gesto ambiguo, che poteva attivarsi senza che lo si volesse veramente. Un dock che si vede è meglio di un gesto che si indovina.

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